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SANTA MARIA DEL FIORE
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La Firenze comunale di fine Duecento era ormai una potenza egemone sia
in Toscana che in Italia e, grazie ai suoi abili banchieri e mercanti,
anche nel resto d'Europa. La coniazione del Fiornio permise a Firenze di
accrescere la sua importanza politica ed economica. Ciò che mancava era
un centro religioso che riflettesse la magnificenza del comune, un
edificio talmente grande e sontuoso da mostrare al mondo quale fosse la
potenza della borghesia fiorentina.
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A realizzare questo ambizioso progetto fu chiamato l'ormai famoso
Arnolfo del Cambio nel 1296, il quale progettò un edificio che
inglobasse l'antica chiesa di Santa Reparata, un edificio a tre navate e
transetto di ispirazione gotica.
Alla morte di Arnolfo fu Giotto ad occuparsi dei lavori, egli si
dedicò, tuttavia, soprattutto al campanile, che porta ancora il suo
nome, anche se non terminò le decorazioni, che furono invece opera di
Andrea Pisano prima e di Francesco Talenti poi. Quest'ultimo si occupò
anche di portare avanti i lavori del duomo dal 1355, ridefinendo in
parte il progetto arnolfiano.
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La nuova chiesa prevedeva però una cupola di dimensioni
enormi (51 m); il problema fu risolto da Filippo Brunelleschi (che vinse
il concorso del 1420), che fu fra i maggiori artisti che mutarono il
volto della città. Per realizzare la cupola da lui progettata il
Brunelleschi ideò macchinari e ponti mobili per permettere agli operai
di poter lavorare ad alta quota. Egli realizzò dapprima una struttura
interna con numerosi archi rampanti rinforzati da elementi orizzontali,
poi rivestì tale struttura con mattoni a "spina di pesce".
Dall'esterno si possono notare gli otto costoloni che scandiscono
armonicamente la cupola in altrettanti spazi e convergono verso la
lanterna.
Dopo aver terminato la cupola (1436) il Brunelleschi realizzò anche le
"tribune morte" ai lati della cupola, conferendo questi
elementi una struttura dinamica grazie alla presenza delle nicchie
vuote. Non riuscì però a terminare la Lanterna che fu conclusa solo
nel 1461 e la sfera dorata fu aggiunta solo nel 1471 ad opera del
Verrocchio. |
 
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Nonostante questi imponenti lavori rinascimentali la cattedrale vide la
sua conclusione solo nel 1871, quando su progetto di Emilio de Fabris si
costruì la facciata che per lungo tempo era rimasta assente dalla
chiesa. |
L'interno è austero e maestoso al tempo stesso, l'edificio è a croce latina
in stile gotico, ma modificato secondo lo stile toscano.
L'interno conserva ancora i resti dell'antica basilica di Santa Reparata,
intorno alla quale è stato costruito il duomo.
Nonostante l'austerità, all'interno sono presenti opere di grandi artisti:

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CONTROFACCIATA
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- Gaddo Gaddi |
Incoronazione di Maria |
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- Santi di Tito |
Angeli musicanti |
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- Tino Camaino |
Tomba del vescovo Antonio d'Orso |
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- Paolo Uccello |
Orologio Affrescato |

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LATO DESTRO
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1° Campata
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- Andrea Cavalcanti |
Busto di Brunelleschi |
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- Nanni di Banco |
Statua del profeta |
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- Benedetto da Maiano |
Busto di Giotto |
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2° Campata
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Cripta di Santa reparata |
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3° Campata
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- Agnolo Gaddi |
Santi |
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CUPOLA INTERNA
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- Vasari e F. Zuccari |
Giudizio finale |
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vetrate
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- Ghiberti |
Presentazione al tempio |
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Orazione nell'orto |
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Ascensione |
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- Paolo Uccello |
Risurrezione |
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Natività |
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- Andrea del Castagno |
Deposizione |
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SAGRESTIA VECCHIA
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- Luca della Robbia |
Ascensione |
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TRIBUNA CENTRALE
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- Giovanni Balducci |
Ultima cena |
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- Lorenzo Ghiberti |
Urna in bronzo per le reliquie di San
Zanobi |
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SAGRESTIA NUOVA
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La sagrestia nuova è ricordata storicamente per un tragico evento di
cui fu partecipe Lorenzo il Magnifico. In una domenica d'Aprile del
1478, durante una celebrazione a Santa Maria del Fiore, Lorenzo e suo
fratello Giuliano furono attaccati da un manipolo di uomini d'accordo
con Messer Jacopo de Pazzi, ideatore della congiura. Dopo un segnale
dato dai preti, anch'essi d'accordo, alcuni uomini estrassero le loro
spade, uccisero Giuliano de' Medici e ferirono Lorenzo, il quale, però,
riuscì a difendersi il tempo necessario perché i suoi amici fidati lo
riparassero dalla furia dei congiurati. Lorenzo riportò solo un
taglio all'orecchi destro, così si rifugiò, con gli amici, nella
sagrestia nuova, chiudendo a chiave le pesanti porte di bronzo e
attendendo che si calmassero le acque al di fuori.
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- Luca della Robbia |
Resurrezione |
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- Luca della Robbia e Michelozzo |
Porta in bronzo con le Vite della Vergine |

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- Giuliano e Benedetto da Maiano |
Armadi lignei intarsiati |
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LATO SINISTRO
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4° Campata
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- Domenico di Michelino |
Dante con in mano la Divina Commedia |

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3° Campata
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- Paolo Uccello |
Giovanni Acuto
iscrizione: IOANNES ACUTUS EQUES BRITANNICUS DUX AETATIS SUAE
CAUTISSIMUS ET REI MILITARIS PERITISSIMUS HABITUS EST |

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- Andrea del Castagno |
Nicolò da Tolentino
Iscrizione: HIC QUEM SUBLIMEM IN EQUO PICTUM CERNIS NICOLAUS TOLENTINUS
EST INCLITUS DUX FLORENTINE EXCERCITUS |

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