Firenze

 

SANTA MARIA NOVELLA

I Domenicani:

L'ordine di San Domenico o Ordine del Frati Predicatori nasce nel 1216 su approvazione di papa Innocenzo III. Domenico (1170-1221) era un giovane catalano desideroso di diffondere il messaggio evangelico; per questo motivo fu inviato nel sud della Francia, nella contea di Tolosa, dove ebbe origine l'eresia catara. In queste missioni di predicazione Domenico maturò l'idea di fondare un organizzazione religiosa con una precisa condotta spirituale. Nella vita domenicana oltre alla presenza dell'orazione pubblica e privata e della predicazione, si trova anche l'importanza dello studio. Per questo motivo (e per altri di ordine politico) i domenicani furono subito inviati dal fondatore nelle maggiori Università europee del tempo (fra questi dotti domenicani val la pena di ricordare San Tommaso d'Aquino, 1221-74). Inoltre la loro ricerca della verità costituì uno dei caratteri distintivi dell'ordine, tanto che i domenicani cercarono di esteriorizzare questo principio nelle loro chiese.

La chiesa

La costruzione della chiesa incominciò nel 1278, su progetto di due domenicani, Fra Sisto e Fra Ristoro. La chiesa è strutturata su tre navate, in stile gotico; chi entra nell'edificio percepisce subito un sensazione di grandezza e di luminosità, questo perché essa deve rispecchiare l'ideale di chiarezza e di ricerca della verità divina.
La Facciata è una fusione armonica di due stili differenti: la parte inferiore è gotica, mentre la parte superiore è già Rinascimentale ed è opera di Leon Battista Alberti, portata a termine nel 1470. L'Alberti fu finanziato dalla famiglia Rucellai (come si può leggere nell'iscrizione sotto al frontone) per completare la facciata; la sua impresa non fu semplice: l'Alberti doveva costruire il resto della facciata con una nuova sensibilità rinascimentale, ma che non urtasse lo stile precedente. Onde evitare infelici commistioni l'artista decise di separare i due stili da una fascia di quadrati ripetuti che permettevano armonicamente il passaggio fra gotico e rinascimento. (In realtà la facciata fu terminata completamente nel secolo scorso, in quanto mancava ncora la decorazione della volta destra)

L'interno è straordinariamente luminoso, numerose finestre, infatti, situate in punti "strategici" garantiscono all'interno dell'edificio una notevole luminosità. Le pareti sono bianche e spoglie non tanto perché mancassero i fondi per affrescarle, quanto per amore di quella "chiarezza" ideale che dovrebbe contraddistinguere la ricerca di Dio. Sempre per questo motivo gli archi sono eccezionalmente ampi, e poggianti su polistili, in modo da garantire un visione di gran parte dell'edificio. In più i polisitili sono posti a distanza minore verso il fondo della navata centrale, in modo da conferire un effetto di maggiore profondità al visitatore.


All'interno del convento (è l'edificio adiacente alla chiesa sulla sinistra) va notato il "Cappellone degli spagnoli", ovvero la sala capitolare costruita verso gli anni 50 del XIV secolo da Jacopo Talenti. La cappella è affrescata da Andrea Bonaiuti, il quale rappresentò la lotta dell'ordine domenicano contro l'eresia [qui di fianco: La Chiesa militante e trionfante].
il nome della cappella si deve alla moglie di Cosimo I de' Medici, cioé Eleonora di Toledo, che la scelse per le funzioni religiose dei collaboratori che l'avevano seguita dalla Spagna. 

 

Nonostante la "vuotezza" dell'interno, sono comunque presenti affreschi e monumenti di importanti artisti:

 

Cappella Gondi (di San Luca e San Giuliano):

- Brunelleschi, Crocifisso

 

- Giuliano da Sangallo, Ornamenti  

Cappella Gaddi (di San Girolamo):

- Architettura di Giovanni Dosio    

 

- Giovanni Bandini, Presentazione di Maria al tempio  

 

  Sposalizio di Maria  

 

- Bronzino, Resurrezione della figlia di Giairo

 

- Alessandro Allori, Vita di San Girolamo  

Cappella Strozzi (di San Tommaso d'Aquino):

- Nardo e Andrea di Cione Orcagna, - Inferno, Purgatorio, Paradiso,

nell'immagine: il Paradiso

 

  - San Tommaso d'Aquino e latri santi
- Vetrata
 

Sagrestia:

- Giotto, Crocefisso

 

- Jacopo Vignali, San Domenico e Francesco  

 

  San Tommaso e Bonaventura  

 

- Giovanni della Robbia Lavabo marmoreo  

 

- Gioacchino Fortini, Lavabo marmoreo  

Terza Campata

- Masaccio, Trinità

Sopra lo scheletro si legge l'iscrizione: "IO FUI GIÀ QUEL CHE VOI SIETE E QUEL CHE SON VOI ANCOR SARETE" 

Porta del Martello, ingresso al Convento

     

Controfacciata:

- Affrschi Annunciazione  

 

  Presepio  

 

  Epifania  

 

  Battesimo  

Seconda Campata

- Bernardo Rossellino, Tomba della Beata Villana  

Cimitero degli avelli

     

Cappella Ricasoli (della Pura):

  - Crocefisso ligneo  

 

- Scuola toscana, Affreschi della Vergine  

Cappella Rucellai (di Santa Caterina Vergine):

- Duccio, Madonna in trono  

 

- Nino Pisano, Madonna con bambino (in marmo)  

 

- Lorenzo Ghiberti, Lastra tombale di Leonardo di Stagio dei Dati  

Cappella Bardi (di San Gregorio):

  Affeschi dedicati a San Gregorio  

 

- Duccio, Madonna  

 

- Vasari, Madonna e i misteri del Rosario  

Cappella Filippo Strozzi (di San Filippo e San Giacomo):

- Filippino Lippi: Vite di San Filippo e di San Giovanni

nell'immagine: San Filippo scaccia il mostro dal tempio

 

  Patriarchi  

 

- Benedetto da Maiano, Tomba di Filippo Strozzi  

 

  Madonna col bambino  

Cappella Tornabuoni (dell'Assunzione):

  - Affreschi di San Pietro, San Domenico, San Tommaso  

 

- Il Ghirlandaio e altri, Storie della Vergine

nell'immagine: Natività di Maria
    Storie di San Giovanni

Da notare la presenza, in basso a sinistra, di tre illustri letterati fiorentini: Marsilio Ficino, Cristoforo Landino e Agnolo Poliziano

 

- Alessandro Agolanti, Vetrate  

 

- Giovanni Gargiolli, Coro in legno  

 

- Giambologna, Crocefisso in legno  

 

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