Firenze

 

PALAZZO DEI PRIORI (o Palazzo della Signoria, o Palazzo Vecchio)


L'edificio risale al 1299, su progetto di Arnolfo del Cambio, commissionato dai priori delle arti. L'edifico doveva rappresentare il potere dei ceti mercantili fiorentini, che stavano raggiungendo il massimo della loro importanza. La costruzione del palazzo viene proposta negli "Ordinamenti di giustizia" del 1293 (questo documento rappresenta l'affermazione del potere della Arti).
Come si può notare la merlatura sul ballatoio dell'edificio è guelfa, mentre quella della torre è ghibellina.

Il palazzo rimase per lungo tempo la sede dei priori, anche quando essi erano, di fatto, strumentalizzati dalla famiglia Medici. Solo Cosimo I (XVI secolo) decise di troncare definitivamente la parvenza repubblicana e di trasferire la sua residenza dal Palazzo Medici al Palazzo dei priori, che divenne quindi Palazzo della Signoria. 
Sempre Cosimo I e soprattutto alla moglie Eleonora di Toledo si deve il passaggio del potere da Palazzo della Signoria, ora Palazzo Vecchio, a Palazzo Pitti; trasferendo anche gli uffici burocratici al neonato palazzo degli Uffizi.
Nemmeno la fine dei Medici restituì il potere politico al palazzo, che vide il ritorno degli uffici amministrativi e dei funzionari solo con l'unificazione d'Italia. Tutt'oggi il nome "Palazzo Vecchio" è immeritato, dal momento che esso ospita ancora la sede del Comune di Firenze!

L'iscrizione sulla porta d'ingresso da Piazza della Signoria porta con se un significato storico: negli anni 20 del XVI secolo fu eletto papa Clemente VII (Giulio de' Medici), il quale si dimostrò da subito un pessimo politico. Un titubante politica estera lo portò ad un'infelice alleanza col sovrano francese, attirando la collera dell'imperatore Carlo V e dei tedeschi (soprattutto dei protestanti), i quali alla prima occasione varcarono le alpi e misero a ferro e fuoco Roma. L'episodio echeggiò in tutt'Italia, a Firenze i regnati filo-medicei furono cacciati e fu ripristinata per l'ultima volta la repubblica.
Fu in questo periodo che il Gonfaloniere Nicolò Capponi decise, su unanime approvazione del Consiglio, di consacrare la repubblica a Cristo (atto che ricorda il recente passato savonaroliano). Per commemorare questo evento fu fatto incidere sulla porta di palazzo dei Priori:
"IESUS CHRISTUS REX FLORENTINI POPULI".
La scritta, apparentemente cristiana, celava un preciso significato politico, ovvero: la repubblica come forma di governo perfetta ed il rifiuto di un'autorità politica superiore, sia essa una signoria o un imperatore, eccetto Gesù Cristo.
Sempre per motivi politici la scitta fu modificata dopo il 1530 quando le truppe imperiali, in accordo col papa, riconquistarono (dopo un lunga ed eroica resistenza) la città.
La nuova scritta è quella che tutt'oggi possiamo leggere: "REX REGUM ET DOMINUS DOMINANTIUM".

 

Quando il palazzo fu eletto a residenza della Signoria da Cosimo I esso mutò il suo aspetto ancora medievale arricchendosi di opere d'arte e di decorazioni rinascimentali. Un esempio di questo abbellimento è la fontana col putto del Verrocchio, che sino alla metà del secolo scorso ospitava l'originale (ora all'interno del palazzo) nel cortile d'ingresso al palazzo. 

La maggior parte delle decorazioni furono opera del Vasari, artista impegnato in tutta Firenze. A lui (e a suoi collaboratori) si deve il ciclo di 39 dipinti nel salone dei Cinquecento che celebrano le gesta di Cosimo I.
[l'immagine rappresenta la Conquista di Pisa]
Vanno notate anche le statue imponenti che circondano l'entrata al palazzo (ora sostituite con delle copie), fra esse:
- Michelangelo David
- Baccio Bandinelli Ercole e Caco
- Donatello Marzocco

Agli interessi scientifici del figlio di Cosimo I, Francesco I, si deve lo Studiolo commissionato al Vasari, che raccoglie tele di artisti importanti, fra i quali Bronzino. 

 


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