CONVENTO DI SAN MARCO
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Il Convento era già esistente nel XIII secolo quando ospitava i monaci
silvestrini, tuttavia nel XV secolo essi furono soppiantati dai
domenicani. In questo periodo si realizzarono notevoli lavori di
ristrutturazione ad opera di Michelozzo e commissionati da Cosimo il
Vecchio. L'abbellimento del convento fu invece affidato al Beato
Angelico, il quale contrassegnò il convento a tal punto che il Museo di
San Marco è anche detto "Museo del Beato Angelico".
Sempre del '400 e sempre affidata a Michelozzo è la costruzione della
Biblioteca [immagine a fianco]. |

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Alla fine del secolo la chiesa di San Marco ospitò il frate Girolamo
Savonarola che cominciò a predicare il suo vangelo di speranza in un Firenze
che, senza il Magnifico, era in balia delle mire di potenti interni ed esterni.
In un primo tempo il frate non fu un personaggio rivoluzionario, ma dopo la
morte del Magnifico le sue prediche, che avevano come obiettivo soprattutto il
nuovo papa Alessandro VI, cominciarono a mietere proseliti. Il suo discorso
religioso fu percepito dai più come un discorso politico; infatti il risvolto
del suo discorso fu la cacciata dei Medici e l'istituzione della
Repubblica.
L'esperienza savonaroliana non durò a lungo e l'interdetto del papa spinse i
fiorentini a prendere il frate nello stesso posto (San Marco) in cui avevano
ascoltato le sue prediche e a portarlo in piazza dell Signoria per essere
giustiziato.
Fra le opere conservate nel monastero:
Piccolo refettorio
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- Domenico Ghirlandaio |
Ultima cena
L'affresco è molto simile all'omonimo
presente nella chiesa di Ognissanti. |
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Sala del Capitolo
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- Beato Angelico |
Crocifissione e santi |

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Corridoio al 1° piano
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Cristo deriso |

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Cristo nel sepolcro |

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Trasfigurazione |

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Cristo risorto con pie donne |

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Madonna col Bambino e santi |

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