Basilica di San Marco

 

BASILICA DI SAN MARCO

Secondo la Leggenda, due mercanti Veneziani riuscirono a trafugare ad Alessandria, nel IX secolo, le spoglie di San Marco e a portarle a Venezia (sembra che questi mercanti avessero nascosto le spoglie dell'evangelista sotto carne di maiale, per allontanare la curiosità dei musulmani che dominavano quei luoghi). Fu in questa occasione che il doge Giustiniano Partecipazio, per ospitare le spoglie, diede ordine di costruire una chiesa in onore del Santo. La chiesa fu costruita in stile bizantino, a croce greca, con quattro cupole minori che circondano una grande cupola centrale. A partire dal XIII secolo le cupole furono abbellite da cupolette a bulbo sovrastanti le vecchie cupole.

La chiesa è anche definita la "Basilica d'Oro", in quanto l'interno è rivestito da oltre 4.000 m2 di mosaici  a fondo oro. I mosaici hanno un ordine logico (o forse propagandistico!) ben preciso, si possono, infatti, rintracciare tre sezioni di rappresentazioni: 1. rappresentazioni relative all'antico testamento; 2. rappresentazioni relative a Cristo e alla chiesa cattolica; 3. rappresentazioni relative a San Marco e, quindi, all'operato della chiesa di Venezia. 
 

 

1. Facciata:
- Traslazione del Corpo di San Marco nella Chiesa
- Il Corpo di San Marco venerato dal Doge
- Mesi, Virtù, Profeti
- Il Corpo di San Marco accolto dai Veneziani
- Trafugamento del Corpo di San Marco

Da notare la copia (gli originali sono conservati nel museo Marciano) dei cavalli rubati a Costantinopoli durante la 4^ crociata (del XIII secolo).

2. Il Lato affacciato sul Palazzo Ducale:
È possibile scorgere da questo lato:
- la Pietra del Bando, dalla quale venivano emesse la ordinanze del governo
- Il Gruppo dei Tetrarchi, un'opera in porfido di origine siriana, risalente al IV secolo, quando appunto Diocleziano attuò la sua riforma amministrativa dell'Impero Romano, dividendolo in 4 zone, governate da due Augusti e da Due Cesari.  

Interno:

3. Si accede alla basilica attraverso l'atrio, ornato di mosaici dei secoli XII e XIII, che presentano vicende del Vecchio Testamento.

4. Raggiungendo l'interno si notano le cinque cupole dell'XI secolo, ma soprattutto le pareti e le volte, coperte da più di 4200 mq di mosaici, realizzati nel corso di seicento anni. È opinone diffusa che i più belli siano quelli venziano-bizantini, ovvero i più antichi. In particolare, sono proprio del XIII secolo i mosaici della cupola della Pentecoste (la prima entrando), le scene della Passione sulla volta successiva e la rappresentazione dell'Ascensione sulla cupola centrale. Il Cristo benedicente in trono è invece una copia, realizzata nel cinquecento, dell'originale bizantino.

Alcuni mosaici nelle cappelle  e nel battistero sono stati progettati da alcuni grandi artisti, come Tiziano, Tintoretto e Veronese.

5. Il presbiterio, in stile bizantino, si trova dietro un'iconostasi marmorea.

6. L'urna di San Marco è custodita nell'altar maggiore, dietro il quale si può notare la magnifica pala d'Oro, realizzata in argento e oro da abili orefici bizantini, a Costantinopoli intorno al 976, per volere del doge Pietro Orseolo I. È poi stata via via arricchita con smalti, perle e pietre preziose.

7. In fondo alla navata destra si trova la cappella della Madonna Nicopeia (operatrice di vittoria), raffigurata in un'icona bizantina del X secolo.

8. Salendo dall'atrio si accede alla galleria, nella quale si possono ammirare i mosaici più da vicino e dalla quale si raggiunge la Loggia che si affaccia sulla piazza. arrivati qui si possono osservare le copie dei celebri cavalli bronzei. Si pensa che gli originali (conservati al museo marciano) siano stati relizzati a Roma nel II sec d.C., anche se qualcuno ritiene siano opera greca ben più antica. La scultura equestre, bottino della quarta crociata, si trova a Venezia dal 1204 e, salvo un breve trasferimento a Parigi in età napoleonica, vi è sempre rimasto, diventando un significativo emblema della città.

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