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IN SHORT (VII b.C. - V AD)
Thanks to Etruscan domination of VII century b.C., the
city of Rome became soon independent, organizing itself as republic.
With the new political, social and cultural order, Rome began to
increase its interests, at first in a regional area, then in a national
area and finally in large part of Europe. So, after many long and bloody
wars, Rome became the hegemonic power of Mediterranean.
This new position of prestige bore an inner transformation (not without
conflicts) in the Roman state: the ancient republic became an empire.
In this new order Rome occupied a large part of Europe, North Africa,
Asia Minor and Middle East.
Nevertheless, in III century AD the roman expansionism stopped, causing
the crisis of a system based on war and expansionistic politics.
The Empire had a partial resumption in IV century, thanks to the new
order of Diocletian and Constantine, but from that time the empire was
decaying.
The split between East
and West prolonged the life of eastern empire (now Byzantium) until the
Turkish conquest (1453); while the life of western empire finished in
476 AD, with the deposition of the last emperor Romolo Augustolo by
Odoacre (king of Heruli).
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1.
FROM THE FOUNDATION OF ROME TO THE END OF REPUBLIC (VII sec. b.C.
- 27 b.C.)
Diverse
sono le leggende sulla fondazione di Roma, qui val la pena di
ricordare le più importanti, cioé quelle che hanno dato vita ad
un'immagine di Roma, percepibile attraverso l'arte, la letteratura,
i monumenti romani, e non meno attraverso la propaganda politica del
tempo. Le leggende cui facciamo riferimento sono tre: a)
Secondo alcuni scrittori greci sarebbe stato il greco Evandro a
fondare Roma poco prima della guerra di Troia (XII sec. a.C.).
b) Secondo altre fonti la fondazione di Roma sarebbe opera di Enea,
troiano fuggito alla disfatta della sua città (1193/1184 a.C.).
Questo mito ottenne una gran popolarità grazie all'Eneide di
Vrigilio.
c) La famosa storia di Romolo e Remo che, allevati da una lupa,
avrebbero fondato la città sul colle Palatino. Fu quest'ultima
leggenda a stabilire l'ipotetica data di fondazione della città: il
21 Aprile 754/753 a.C. Leggende
a parte la fondazione di Roma non ebbe una data precisa, fu
piuttosto un processo lungo e difficilmente ricostruibile.
Ciò che è certo è che la città cominciò il suo processo di
modernizzazione grazie alle monarchie etrusche, passate anch' esse
alla storia grazie al mito (i sette re di Roma).
La dominazione etrusca permise a Roma di dotarsi di un nuovo ed
efficiente sistema politico, culturale e religioso, nonché di un
nuovo assetto urbanistico e di nuove tecnologie agricole e militari.
Questo avvenne finché i romani non trovarono una propria identità
che gli permise di fare a meno di sovrani stranieri e di fondare un
proprio regime politico: la Repubblica. Per
res publica (letteralmente "la cosa pubblica) i romani
intendevano un'organizzazione timocratica (cioé basata sul censo)
fortemente oligarchica e gerarchizzata.
Grazie a questo nuovo sistema politico, sociale e culturale Roma
divenne presto in grado di ampliare i propri interessi, prima a
livello regionale, poi nazionale, ed infine europeo. Roma
cominciò la sua espansione combattendo con le altre popolazioni che
occupavano la penisola italiana: a sud con i Sanniti (IV-III sec.
a.C.), e le colonie greche (III sec. a.C.); a nord con gli etruschi
e i Galli (V-IV sec. a.C.).
E' qui il caso di ricordare la fondazione (o come dicevano i romani,
"Deduzione") di alcune colonie importanti per il controllo
strategico della penisola: nel 218 a.C. fu fondata la coppia di
colonie Cremona- Placentia (Piacenza); nel 183 a.C. furono
fondate Parma-Mutina (Modena). In
questa frenetica espansione Roma si cimentò con nemici sempre più
lontani, così, dopo aver conquistato gran parte della penisola
italiana i romani entrarono in un conflitto d'interessi coi
cartaginesi, contro i quali intrapresero le tre guerre puniche
(264-146 a.C.).
Furono queste guerre (insieme alle guerre greche e macedoni di
III-II sec. a.C) a sconvolgere il sistema amministrativo romano
preesistente: ora Roma non era più un capoluogo di una piccola
regione, ma una potenza egemone nel Mediterraneo, in più gli
italici che avevano sostenuto a caro prezzo gli sforzi dello stato
romano richiedevano ora il loro compenso. Dopo
sanguinose guerre civili e dopo colpi di mano politici (veri e
propri "colpi di stato", come quelli di Mario e Silla) si
preparò il terreno per un nuovo ordine. La questione fu chiara
soprattutto con Caio Giulio Cesare (I sec. a.C.)
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Tappe
dell'espansione romana in Italia

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2.
THE ROMAN EMPIRE AND ITS APOGEE (27 a.C - 235 d.C.)
A nulla
servì l'omicidio di Cesare da parte dei vecchi repubblicani; il
processo che doveva portare la concentrazione del potere nelle mani
di un unica persona (l'imperatore) era ormai in atto.
Ottaviano intuì questa situazione e si preparò pian piano il
terreno per la propria ascesa; così, dopo essersi sbarazzato del
rivale Marco Antonio, si fece eleggere "Augustus",
e da lui cominciò il culto dell'imperatore, modificando quindi, in
parte, anche la religione.
Fino alla
1° fase di crisi dell'impero (235 d.C.) si susseguirono importanti
dinastie imperiali (Giulio-Caludi 14-68 d.C.; Flavi 69-96; Antonini
96-182; Severi 193-235) che garantirono una certa continuità al
governo dell'impero. L'espansione romana continuò fino all'epoca
dei Severi: Roma giunse ad occupare gran parte dell'Europa del nord
fino all'Inglilterra, tutto il bacino del mediterraneo, compreso il
nord Africa, parte dell'Asia minore e del Medio Oriente..
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L'impero
romano

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3.
CRISIS AND DECLINE OF ROMAN EMPIRE (235- 476 AD)
Fino al
IV sec. si assiste ad un periodo di crisi politica e militare
dell'impero romano. dal III sec. l'espansionismo romano cessò e le
guerre cominciarono ad essere di difesa anziché di conquista.
Questo portò, sul lungo periodo, alla crisi di una politica basata
sulla guerra e sull'espansionismo.
Dopo
questo periodo di crisi, che ha visto succedersi numerosi imperatori
senza continuità dinastica, si ebbe una parziale ripresa grazie
alla riforma amministrativa di Diocleziano che nel IV sec. divise
l'impero in quattro regioni (è la cosiddetta
"Tetrarchia") governate da 2 Cesari e da 2 Augusti. In
questo periodo assunse il ruolo di capitale Milano
(insieme a Nicomedia, Sirmium, Treviri).
Il
modello di Diocleziano non durò oltre al sua deposizione; il potere
fu, infatti, riunificato da Costantino, il quale però, dopo la sua
morte, stabilì una spaccatura mai più sanata fra impero
d'Occidente e impero d'Oriente.
L'impero
d'Occidente terminò, di fatto, la sua storia nel 476, quando
Odoacre, re degli Eruli, depose l'ultimo imperatore romano, Romolo
Augustolo, e inviò le sue insegne a Costantinopoli.
L'impero d'oriente intraprese ben bresto un processo di
orientalizzazione (si chiamò infatti Bisanzio) e terminò la sua
storia nel 1453 quando Maometto II irruppe in città e la traformò
in Istambul.
Si
potrebbe spostare oltre la data della caduta dell'impero romano
d'Occidente se consideriamo che dopo il 476, l'imperatore d'oriente
Zenone ingaggiò gli Ostrogoti di Teoderico per cacciare Odoacre
dall'Italia. Sotto la dominazione Ostrogota ebbe particolare
importanza la città di Ravenna,
diventata la capitale dell'impero.
La
dominazione Ostrogota fu osteggiata e vinta da Giustinano che
intraprese la sanguinosa guerra greco-gotica (535-553), ma la
dominazione Bizantina non durò oltre la morte di Giustiniano, dopo
il quale altre popolazioni germaniche (i longobardi) invasero la
penisola.
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HISTORY CONTINUES... |
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